Bioenergetica

Un modo per stare bene

autunno 11

Stare bene vuol dire essere in armonia con se stessi – con il corpo e la mente – e con la realtà che ci circonda, provare piacere ed essere in contatto con sensazioni, emozioni e sentimenti. Per questo Alexander Lowen (1910-2008) con la moglie Leslie ha messo a punto fin dagli anni Sessanta degli esercizi che rappresentano un modo semplice, alla portata di tutti, per alleviare le tensioni muscolari e mentali e agire in modo efficace contro lo stress. Tali esercizi “bioenergetici” – da nome della disicplina creata da Lowen – servono a migliorare il proprio rapporto con la fisicità: praticati in modo regolare, almeno una volta alla settimana, consentono di ritrovare la possibilità di abbandonarsi piacevolmente al fluire dell’energia.

Con il termine energia indichiamo molte cose, anche quando lo riferiamo a noi stessi in frasi del tipo “Mi sento pieno di energia” oppure “Non ho energia”. Parliamo di forza, di benessere, di coraggio, apertura, desiderio. L’energia è in senso lato ciò che ci mantiene vivi e vitali, in rapporto positivo con la realtà che ci circonda e in grado di agire efficacemente nel mondo. Dai tempi più antichi l’uomo  ha cercato di identificare questa energia in una sorta di ‘forza vitale’, che spiegasse la vita stessa e le sue espressioni, non solo umane ma di tutto l’universo.

E proprio sul concetto di energia e di processi energetici si basa la bioenergetica, disciplina messa a punto dal medico e psicologo americano Alexander Lowen: partendo dall’assunto che corpo e mente sono funzionalmente identici (quel che accade nell’uno riflette quel che accade nell’altra e viceversa), associa il lavoro sul corpo a quello sulla mente per aiutare le persone a risolvere i propri problemi esistenziali e relazionali e a realizzare al meglio le proprie capacità di provare piacere e gioia di vivere.

Alla base delle bioenergetica c’è il concetto di energia e di vita: perché la vita, ridotta all’essenziale, significa introdurre energia nel corpo attraverso la respirazione e l’alimentazione, elaborarla con il metabolismo e scaricarla nell’azione, nel movimento. In ogni organismo vitale sano, l’energia fluisce naturalmente nel corpo, e la quantità di energia che abbiamo e l’uso che ne facciamo determinano il modo in cui rispondiamo alla diverse situazioni della vita. Processi energetici e vitalità (e quindi salute) sono correlati: più siamo vivi e più energia abbiamo, e viceversa. E lo vediamo chiaramente nei bambini: quando sono sani, sono vitali ed esuberanti, il che si esprime bene nel loro movimento, nella loro flessibilità, nella loro eccitazione e gioia. Con l’età, diventiamo invece sempre più ‘rigidi’ e meno ‘fluidi’ e proprio per questo, pur non potendo evitare il processo di invecchiamento ineluttabile che ci porta fino alla rigidità assoluta della morte, possiamo almeno evitare la rigidità dovuta alle tensioni muscolari croniche, che risultano da conflitti emotivi irrisolti e dallo stress.

Medicina Tradizionale Cinese

Un sapere antichissimo

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La medicina cinese è considerata il più antico sistema medico conosciuto, ed è un sistema molto complesso, la cui versione più diffusa è la cosiddetta medicina tradizionale cinese (MTC), che fa riferimento a modelli medici antichissimi, risalenti a varie tradizioni filosofiche. Nella MTC si fa un costante riferimento ad alcuni principi base, come il rapporto uomo-universo oppure il ciclo dei cinque elementi con le loro corrispondenze, che derivano dalla filosofia taoista, secondo la quale tutti i fenomeni dell’universo sono la manifestazione di un’unica fonte di energia, il Qi o energia vitale. Così come la natura segue un ordine immutabile, scandito da ritmi ben precisi che generano l’alternarsi delle stagioni, del giorno e la notte, il succedersi delle fasi lunari e il variare dei cicli vitali, anche l’essere umano, rappresentazione in piccolo del macrocosmo, deve conformarsi alle stesse leggi che regolano e governano la natura, in modo da rimanere in armonia con essa, assecondando il flusso vitale proprio di questi ritmi.

La medicina cinese, pur avendo affinato i propri metodi teorici e diagnostici nel corso dei secoli, ha mantenuto inalterato, sia nella ricerca sia nella pratica, questo nucleo teorico per più di duemila anni. Il corpo umano, nella concezione orientale, è inteso non solo dal punto di vista fisico e delle sue funzioni fisiologiche, ma anche dal punto di vista emozionale, intellettuale, spirituale, tutti aspetti strettamente correlati.

Tao, Yin e Yang

Il Tao rappresenta il principio, la forza che scorre nella materia. In termini taoisti, l’essere umano deve tendere ad armonizzarsi con il Tao, ’La Via, che identifica di volta in volta l’energia universale, il primo principio unitario che lega tutti i livelli del cosmo: terra, uomo e cielo. È un flusso vitale che ha dato origine a tutto e a tutto ciò che avviene e che scorre incessantemente, mutando sempre e rimanendo sempre lo stesso. Il Tao è la fonte di ogni realtà e, ancora, l’ordine dell’intero Universo.

L’energia universale si manifesta attraverso due forze opposte e complementari: yin e yang. Forze che non sono in contrasto o in lotta tra loro ma si susseguono in un rapporto dinamico e intercambiabile, armonioso. Nulla può essere considerato solo yin o solo yang: lo yin può diventare yang e lo yang può trasformarsi in yin (come la notte si trasforma in giorno e viceversa, o il caldo in freddo e viceversa). Lo yin contiene il seme dello yang e lo yang quello dello yin.

L’uomo si trova a metà tra il cielo (yang) e la terra (yin), dai quali riceve influssi vitali, e riunisce in sé entrambe le energie: uomo-microcosmo inserito nel macrocosmo-universo; Nel nostro quotidiano assistiamo continuamente al processo di alternanza dello yin e dello yang: ascoltiamo e parliamo, riposiamo e lavoriamo, espiriamo e inspiriamo. Anche nei nostri comportamenti siamo alla ricerca di armonia e di equilibrio per esempio nell’arte e nella musica, dove creatività, fantasia ed estro si associano a studio, metodo e ricerca.

Anche la Terapia della Gestalt vede l’essere umano  in questa sua totalità, nel suo movimento perpetuo in cui si alternano momenti di luce e di tenebra, rigidità e scioltezza, movimento e immobilismo, gioia e tristezza… insomma la persona in tutte le sue sfaccettature e con tutte le sue maschere. Così come Alexander Lowen, padre della Bioenergetica, diceva a proposito del logo del suo istituto: “Le due forze nel logo della Bioenergetica possono rappresentare le energie del sole e della terra che interagiscono per creare la vita, ma anche il fuoco e l’acqua, entrambi necessari alla vita come un fuoco che brucia nell’acqua; e in effetti i processi ossidanti si verificano in un mezzo liquido. Le forze antitetiche possono essere viste come maschio e femmina o come yin e yang .Così il lavoro analitico e fisico dell’Analisi Bioenergetica interagiscono di continuo aiutando il paziente a raggiungere una comprensione di ciò che accade nel proprio corpo.”

Qi o soffio vitale

Il mondo è descritto dalla tradizione orientale in termini di energia: tutte le cose sono considerate delle manifestazioni dell’energia universale, chiamata Qi dai cinesi, Ki dai giapponesi, prana dagli indiani, che è la sostanza primigenia, la forza motrice della vita ed è spesso definita come ‘energia’, ma nella lingua cinese e giapponese lo stesso termine è anche sinonimo di ‘pane’.

In Oriente vi era una forte tendenza verso la comprensione empirica della vita, piuttosto che intellettuale. Forse ciò è dovuto al fatto che sia lo yoga sia la meditazione Zen tendono all’illuminazione spirituale, dando grande importanza alle posture fisiche e alle tecniche di respirazione. L’Oriente ha da lungo tempo riconosciuto che mente e corpo non esistono in quanto entità separate. Il Qi unifica le basi profonde della mente e del corpo e, al tempo stesso, ha una relazione con tutte le cose alla fonte della creazione.

Nella Medicina orientale, la conservazione dell’armonia del Qi all’interno del corpo è considerata elemento indispensabile per il benessere psicofisico. L’elemento centrale è la ricerca della conservazione dell’armonia all’interno del corpo e con l’ambiente esterno. Il Qi si muove e si manifesta in continuazione tra i due poli opposti e interdipendenti fra loro: lo yin e lo yang. Il Qi dell’individuo e il Qi della natura sono inestricabilmente legati e s’influenzano l’un l’altro. Ad esempio, quando diciamo che una bella giornata illumina il cuore è perché il nostro Qi è in sintonia con il Qi della natura che, a sua volta, è in sintonia con il Qi di ogni singola persona.

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È dal Qi e dalle due forze yin e yang che hanno origine i cinque tipi fondamentali di energia ‘wu shing’, i cinque elementi o cinque movimenti: legno, fuoco, terra, metallo, acqua. Essendo espressione dell’energia, questi elementi ci consentono di leggere in chiave simbolica i molteplici fenomeni esistenti in natura e nell’essere umano. Sottolineo che si tratta di elementi-movimenti e quindi non si fa riferimento a qualcosa di statico, bensì a fasi e processi che si trasformano continuamente. Questi elementi hanno dunque tutti qualità dinamiche. Non a caso, in cinese, il termine ‘wu shing’ è rappresentato da un ideogramma che indica il movimento.

Il Qi scorre, come un fiume, all’interno dei dodici meridiani, sei yin e sei yang, che si diramano in tutto il corpo. Ogni meridiano, o canale energetico, è legato a uno dei cinque elementi-movimenti. Se il Qi è distribuito armoniosamente e ben ripartito all’interno del corpo, il corpo è in equilibrio, ma quando ci sono dei blocchi e dei rallentamenti, allora ci si può ammalare. L’energia deve essere dispersa là dove in eccesso e riattivata dove è carente. Il Qi è quell’energia vitale e vibrante di cui tanto parla Lowen e che viene riattivata attraverso gli esercizi di bioenergetica.

I cinque elementi

Ogni elemento (Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua) è collegato non solo alle stagioni e agli elementi atmosferici, ma anche agli organi che permettono le funzioni vitali che, a loro volta, sono associati alle emozioni di base. Nel ciclo dei cinque elementi si legge la continuità della vita, un alternarsi, senza un inizio o una fine, che evoca il continuo rinnovarsi.

I cinque elementi sono associati anche al corpo e alla mente dell’essere umano. Uno squilibrio/disarmonia in un elemento può cominciare nel corpo, nella mente, nelle emozioni o nell’ambiente. Dovunque abbia inizio, se non affrontato, l’organismo ne manifesterà i segni (malattia) che si esprimeranno in una carenza-vuoto o in un eccesso-pieno. La malattia in medicina cinese rappresenta una ‘disarmonia o squilibrio’ che sorge all’interno dell’organismo, dove un gran numero di fattori, anche soggettivi, sono determinanti: reattività individuale, stato delle emozioni, atteggiamento mentale, voglia o meno di vivere, capacità di difesa, qualità dell’attività lavorativa, accettazione dell’ambiente di lavoro, armonia familiare, qualità delle relazioni umane, stile di vita, tolleranza rispetto al clima, tipo di alimentazione.

Ciò che noi siamo, mente-corpo-spirito, non è altro che intelligenza in movimento: l’intelligenza umana e l’intelligenza della natura sgorgano dalla stessa fonte. Se lo spirito e la mente sono in armonia, anche il corpo lo è; se la coscienza è turbata, anche la fisiologia si altera. I pensieri salutari generano salute, quelli negativi inducono il corpo a perdere la speranza e a cedere alla malattia, che non inizia al momento della comparsa dei sintomi ma ben prima.

Shiatsu

Una tecnica per il benessere

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Lo shiatsu è una tecnica dolce e profonda che regala benessere, agisce sull’energia vitale del corpo e affonda le sue radici nei principi della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), che sostiene che l’uomo riassume in sé l’universo. Shiatsu è un termine giapponese composto da Shi, dito e Atsu, pressione; indica un trattamento manuale, le cui radici teorico-pratiche derivano dalle tradizioni filosofiche del lontano oriente. Si è sviluppato da antichissime tecniche di massaggio che in Giappone sono chiamate Anma e in Cina Anmo o Tuina. È un metodo che, attraverso l’applicazione di una pressione, promuove l’empatia tra il cliente e l’operatore e il processo di autoguarigione insito in ogni essere.

Scopo dello shiatsu è quello di preservare lo stato di salute della persona, risvegliando e armonizzando le funzioni energetiche e le risorse vitali profonde dell’individuo, avvalendosi di tecniche e principi ben precisi. Grazie al tocco, è attivato il meccanismo di autoguarigione nella persona che riceve il trattamento. Le pressioni ricevute, con i pollici, il palmo della mano o il gomito, risvegliano l’organismo, indirizzandolo verso una diversa consapevolezza del proprio stato.

Lo shiatsuka opera nella visione globale del cliente, stimolandone dunque le risorse vitali con specifici trattamenti personalizzati e favorendone una maggiore consapevolezza in rapporto a se stesso, allo stile di vita, all’ambiente che lo circonda e alle emozioni che lo accompagnano. Con il tocco dello shiatsu il corpo è portato ad attingere alla fonte del proprio potenziale di guarigione e ad attivare la saggezza che racchiude in sé. Grazie al tocco, la persona prende consapevolezza del proprio corpo e dei propri vissuti emozionali.

In particolare, il sistema limbico è direttamente influenzato dal tocco della pelle. Questo sistema è il magazzino di tutti i ricordi del passato e di tutte le idiosincrasie create dalle esperienze esterne fin dall’infanzia ed è in un certo senso la sede del sé inconscio. Stress, paura e ansia lo distorcono, reprimono le funzioni nervose autonome e la secrezione e riducono l’immunità alle malattie. Oltre a essere responsabile dell’agire istintivo e delle emozioni, il sistema limbico è profondamente connesso alle fibre nervose autonome. La meditazione orientale e i suoi diversi metodi per mantenere la salute sono ormai considerati strumenti validi per guarire la distorsione del sistema limbico.

Grazie alla pressione ferma e costante, lo shiatsu rilassa il paziente e ne rafforza le risposte e, contemporaneamente, elimina i disturbi in questa parte del cervello. Le tensioni nervose si manifestano come tensione muscolare, ma il rilassamento della pelle del corpo intero, indotto dallo shiatsu, genera una sorta di catarsi e la distensione dell’inconscio. Un effetto di questo tocco è la facilitazione nel cliente dell’insight sulle cause della sua sofferenza. Attraverso le pressioni sui meridiani, i clienti sono portati a sondare i propri problemi senza l’intervento delle parole.

 

Aiki Shiatsu Kyokai

Creata nel 1990 da Umberto Mosca

L’Aiki Shiatsu Kyokai (ASK) è stata fondata nel novembre 1990 da Umberto Mosca come strumento per strutturare e diffondere l’esperienza di studio, ricerca ed applicazione clinica dello shiatsu sviluppate da lui e dai suoi migliori allievi dal 1977 in poi. La scuola è stata poi chiusa nel 2011.

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Una pratica efficace dello shiatsu a qualsiasi livello doveva, secondo la ASK, basarsi su cinque elementi fondamentali:

1. la capacità di percepire, controllare ed indirizzare la propria energia personale;
2. la capacità di percepire i movimenti energetici che si attivano in chi riceve il trattamento e di utilizzarli per il suo riequilibrio;
3. una tecnica fluida, armoniosa, potente ed ecologica, basata su posizioni assolutamente fisiologiche, che permetta al corpo di chi dà e a quello di chi riceve di entrare con naturalezza in uno stato di risonanza rilassato, spontaneo e gioioso;
4. la capacità di riconoscere e governare le componenti comunicative ed emotive della relazione che inevitabilmente si struttura tra i due;
5. la conoscenza dei meccanismi di funzionamento energetico e strutturale del corpo in salute e di quello malato.

Lo scopo di questo percorso era di insegnare una pratica dello shiatsu seria, efficace e soddisfacente anche a chi desidera praticarlo solo per hobby o per una sua evoluzione personale; nei moduli più avanzati, si proponeva di formare un professionista autonomo, in grado di utilizzare lo shiatsu come terapia efficace e affidabile, anche lavorando in un ambiente medico qualificato, con il quale essere in grado di confrontarsi, integrarsi ed interagire positivamente, padroneggiando gli strumenti conoscitivi che permettessero di effettuare un rigoroso controllo di efficacia delle proprie terapie.

Il modello medico cui l’ASK faceva riferimento è un progetto di medicina integrata, olistico, nel quale la malattia e la salute vengono considerate come evidenza delle modalità di interazione tra la struttura psico-fisico-energetica dell’essere umano e il suo ambiente, anch’esso inteso come un insieme di energie fisiche e di relazioni con gli altri.

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Il paradosso che sta alla base del concetto di Aiki Shiatsu (ai: unire, armonizzare; qi: energia vitale; shi: dita; atsu: pressione) è che il terapista non può curare: chi cura sono le forze della natura e le leggi che le regolano, infinitamente più potenti di quelle umane. Compito della terapia è dunque aiutare l’infinita intelligenza del corpo dell’altro a riconoscere un assetto energetico più economico, cioè naturale, di quello che ha portato allo svilupparsi della malattia. Per realizzare ciò, è necessario imparare a utilizzare la propria energia in un modo talmente ecologico da permettere a quella dell’altro di riconoscerla come assolutamente naturale e compatibile con la propria: solo così i due entrano realmente in risonanza e dall’incontro e dallo scambio che avviene in profondità scaturisce un equilibrio nuovo e più armonico. In questo momento magico di unione e di scambio si attivano le energie di guarigione della persona.

La tecnica della scuola ASK era centrata sulla ricerca del riequilibrio di vuoto e di pieno dell’energia in profondità, con l’impiego di pressioni che, per entrare realmente in profondità, devono essere estremamente naturali, rilassate, attente ad adeguarsi con sensibilità e prontezza a ogni benché minima risposta del corpo dell’altro, rispettose dei tempi e della distanza che esso offre e propone all’azione terapeutica. Nei corsi veniva insegnata pressoché esclusivamente la tecnica dello shiatsu giapponese dello stile Yokai, con tutte le modifiche innovative che derivano da un lavoro più che ventennale di pratica e di studio.