Counseling

Una relazione basata sull’ascolto

autunno 9


Il counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni, e può essere erogato in vari ambiti, dal privato al sociale, scolastico, sanitario, aziendale. 

E’ specificamente nella relazione, dunque, che si evidenzia il ruolo e la competenza del counselor, mirata a favorire la soluzione di difficoltà esistenziali. Il counselor non fa terapia né psicoterapia e non opera cure di nessun genere: distinzione molto importante, perché non è detto che chi si sente in crisi abbia voglia e tantomeno bisogno di andare da uno psicoterapeuta, la cui funzione è invece quella di intervenire in maniera anche ‘radicale’ in una situazione di più o meno profondo disagio psicologico. Molte persone non si avvicinano alla psicoterapia proprio perché, al di là della durata e dei costi, hanno paura di affrontare una vera e propria ‘rivoluzione’ nella propria personalità.

Il counselor favorisce dunque lo sviluppo e l’utilizzo delle potenzialità già insite nel cliente, aiutandolo a superare quei problemi che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo. E parlando del potenziale di guarigione insito in ogni essere umano, non si può non ricordare l’approccio centrato sul cliente di Carl Rogers (1902-1987), psicologo statunitense che sottolinea che ogni persona racchiude in sé tutte le potenzialità per svilupparsi al meglio. La creatura umana è come un seme che custodisce tutte le qualità e la forza necessarie per la propria crescita, che sarà unica e irripetibile. L’individuo e il suo corpo dispongono di una spinta verso l’autorealizzazione e tutti i presupposti per raggiungere una condizione sana e positiva.

L’approccio rogersiano è centrato sulla persona affinché questa spinta e questa forza intrinseche possano essere liberate, possano emergere, agire e avviare un processo di autoguarigione e autorealizzazione. Il counselor non agisce un potere sul cliente ma, al contrario, restituisce al cliente il potere delle proprie scelte, la capacità di muoversi nel mondo secondo le proprie risorse, facilitando così un processo di autoregolazione e di autovalutazione e, quindi, di assunzione di responsabilità. Come una levatrice che facilita, sostiene il cliente e lo aiuta a dare alla luce qualcosa che proviene da se stesso e non da parametri esterni teorici che non gli appartengono. Il cliente è libero di esplorare ciò che vuole ed è responsabile del proprio processo.