Chi sono

Linguaggi del mondo e del corpo

rosy-doninelli

Sono partita dallo studio delle lingue straniere, che mi hanno permesso di comunicare con persone di altre culture e di altri paesi, aspetto che mi affascina da sempre e che mi ha dato la possibilità, nel mio piccolo, di conoscere realtà diverse dalla mia e persone meravigliose. Ecco, il diverso mi attrae perché lo vivo con curiosità, con apprezzamento: è un arricchimento, un collegamento al tutto.

Poi è arrivata la chiamata dal mio corpo, nel quale non mi sentivo a mio agio e che, nel tempo, aveva iniziato a comunicarmi a voce sempre più alta un disagio crescente a livello fisico e a livello emotivo, finché mi sono messa ad ascoltarmi, a occuparmi di me nella mia totalità: corpo, mente/emozioni e spirito.

Ho compreso che era compito mio, e che spettava soltanto a me, prendere in mano la mia salute psicofisica e avviare i cambiamenti necessari per modificare quello stato che imprigionava il mio corpo e il mio spirito. Grazie alle tecniche di respirazione, meditazione e visualizzazione, si è avviato un processo di distensione con le mie emozioni e l’ascolto interiore si è rafforzato al punto tale che sentivo ormai il bisogno di trarre piacere dalla vita.

Così mi sono iscritta a un corso di biodanza e krya yoga e ho frequentato vari seminari di meditazione. Ho letto un sacco di libri, seguito conferenze, spargendo semini nella mia mente e nel mio cuore. Per la prima volta, a oltre 40 anni, ho fatto anche un ciclo di massaggi ayurvedici che mi ha fatto sentire il corpo, percependo il benessere derivato dal tocco, dal contatto, dalla consapevolezza di essere proprio quel corpo.

cropped-autunno-7.jpeg

Gradualmente si è fatto strada dentro di me il desiderio di cambiare completamente lavoro e di dedicarmi a un’attività che fosse più in sintonia con le mie corde, che mi mettesse in relazione cuore a cuore con gli esseri umani e mi permettesse di condividere con gli altri ciò che io stessa avevo vissuto: la possibilità di una rinascita e di una riappropriazione della mia vita. Nulla succede per caso: i miei semini hanno iniziato a germogliare.

Mi sono iscritta alla scuola professionale di shiatsu Aiki Shiatsu Kyokai di Milano e questo percorso ha spalancato davanti a me un mondo che mi ha cambiato la vita. Infatti il percorso prevedeva anche esercizi di Qi gong per armonizzare le energie e lo studio base delle strutture caratteriali di Alexander Lowen con Attilio Gardino.

Il mio primo approccio alla Bioenergetica è stato questo, e mi ha affascinata. La scuola poneva l’enfasi non solo sulla filosofia e lo studio della Medicina Tradizionale Cinese e le tecniche da utilizzare nel corso dei trattamenti (che hanno parecchie assonanze con la bioenergetica), ma anche, e soprattutto, sull’osservazione della persona (come sta in piedi con l’esame posturale, come respira, parla, si muove, ecc. per individuarne la corazza) e sulle dinamiche relazionali che coinvolgono l’interazione cliente-shiatsuka, (con particolare attenzione all’empatia, la presa in carico, il rispetto, la responsabilità, il qui e ora, la consapevolezza e tutto il linguaggio non-verbale) e su come lo shiatsuka si sente in questa relazione così intima e così sacra rispetto a ogni singolo cliente.

Sono poi approdata alla SIBiG, scuola di formazione in counseling a indirizzo biogestaltico di Milano, dove mi sono diplomata in counseling, per poi iscrivermi come Professional Counselor ad AssoCounseling (A2006-2017). Unire le mie competenze e le mie esperienze di shiatsuka al counseling ha dato radici ancora più forti e profonde al mio approccio al cliente e a me stessa. Con queste basi alle spalle, con le esperienze vissute nel tempo e la mia continua ricerca per migliorare il mio stare nel mondo e l’arte di aiutarmi e di aiutare e, soprattutto, con l’integrazione del counseling a indirizzo biogestaltico, sento forte oggi la mia missione, il desiderio di rendere le persone autonome e consapevoli di sé, delle loro risorse e del loro potenziale.

Umberto Mosca

Medico ed esperto di medicina cinese

umberto mosca

Medico chirurgo, specialista in Chirurgia d’Urgenza e pronto soccorso, dal 1971 si occupa di medicine naturali. Ha studiato particolarmente l’agopuntura cinese, la fitoterapia occidentale, la dietetica naturale e lo shiatsu giapponese.

Ha insegnato agopuntura presso l’Università degli studi di Milano tra il 1979 e il 1984.

Ha studiato programmazione neurolinguistica e ipnosi ericksoniana con Gianni Fortunato presso l’Istituto Italiano di PNL di Milano. Osteopata DO, ha insegnato anatomia umana, clinica ortopedica e neurologica presso l’Istituto italiano di Osteopatia e anatomia umana presso l’Istituto superiore di Osteopatia dal 1992 al 1999.

autunno 8

Fondatore di numerosi centri e associazioni di medicina naturale, nel 1989 ha fondato l’Aiki Shiatsu Kyōkai, associazione per lo studio e la diffusione dello shiatsu giapponese. È stato tra i fondatori del Collegio Italiano dei Terapisti Shiatsu-CITeS, prima associazione professionale italiana a proporre l’utilizzo dello shiatsu come terapia valida ed efficace in campo medico. È autore di numerosissimi studi e pubblicazioni scientifi che sugli impieghi terapeutici di shiatsu e agopuntura.

È promotore e organizzatore, dal 1999, di un gruppo di lavoro sulla medicina olistica di cui fanno parte tra gli altri i dottori Filippo Misitano e Fabio Rossetti (odontoiatri ed omeopati), il dottor Mario Cigada (oculista funzionale), il dottor Antonio Cundari (odontoiatra ed agopuntore), il dottor Giulio Calderoli (odontoiatra), e il dott. Angelo Nobili (omeopata), che ha sviluppato negli anni un approccio integrato e rigoroso alla medicina olistica, oggetto di numerosi apprezzati interventi a congressi medici.

Ha studiato diverse arti marziali giapponesi ed europee. Dal 1985 si è dedicato intensamente alla pratica della spada giapponese sotto la guida del maestro Kazuhiko Kumai (Hoki Ryuiaido) e successivamente del maestro Yoshio Sugino (Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu, 1903-1998), sotto la guida del cui figlio Yukihiro Sugino, continua a studiare. Dal 1999 studia anche il jodo della scuola Shindo Muso Ryu sotto la guida dei
maestri Pascal Krieger e Daniel Leclerc.
È anche un apprezzato musicista, e con il suo gruppo musicale ha effettuato concerti in tutta Europa e in Giappone.

Gestalt

Obiettivo consapevolezza

autunno 9

La Terapia della Gestalt è un approccio di psicoterapia (e di counseling) parzialmente ispirato alla omonima scuola di psicologia, nota anche come psicologia della forma, sorta agli inizi del Novecento in Germania grazie a Max Wertheimer, Wolfgang Köhler e Kurt Koffka.

Il termine Gestalt in tedesco è traducibile con forma, struttura, configurazione: indica un insieme di diversi elementi che costituiscono un tutto completo, armonico e significativo. Per la psicologia della Gestalt, che si occupò in particolare degli effetti della percezione, le immagini vengono percepite come configurazioni globali diverse e più complesse della somma delle loro singole parti, come avviene ad esempio nelle illusioni ottiche. Tale approccio si è esteso anche ad altre disciline, e proprio attraverso la Gestalt, Kurt Lewin è arrivato a studiare le dinamiche di gruppo proponendo la sua teoria del campo, in base alla quale tutto dipende dal contesto: noi siamo tutti parte di un tutto e possiamo contribuire a creare la nostra realtà, perché anche essa dipende dal contesto.

Nata negli anni ’40 ad opera di Fritz Perls, la Terapia della Gestalt si rifà in gran parte anche alla fenomenologia, ovvero al movimento filosofico derivato dal lavoro di Edmund Husserl, secondo il quale ognuno conosce veramente solo quello che sperimenta e organizza le conoscenze a seconda dei contenuti che già gli appartengono. Il metodo fenomenologico comporta l’osservazione di quanto accade con un atteggiamento neutrale e scevro da pregiudizi, che invita ad astenersi dall’interpretare i significati dei singoli elementi, preferendo una descrizione accurata dell’insieme nella sua forma complessiva. Questo è appunto ciò che si propone la Gestalt, applicata sia alla psicoterapia sia al counseling, mirando all’acquisizione di una sempre maggiore consapevolezza nel qui e ora da parte del paziente o cliente e al recupero della naturale armonia tra individuo e ambiente.

Un approccio umanistico e olistico

La Gestalt si può ben definire un approccio umanistico e olistico, nel solco di quella “terza forza” che comprende anche gli approcci di Carl Rogers, Abraham Maslow, Rollo May, e sta alla base di quelli più corporei di Wilhelm Reich (di cui Perls fu paziente) e Alexander Lowen. L’approccio gestaltico considera importante l’intera esperienza di vita di una persona: fisica, psicologica, intellettuale, emotiva, relazionale e spirituale. Partendo dall’assunto che per comprendere un comportamento è importante non solo analizzarlo ma averne una visione di sintesi, cercando di percepirlo nell’insieme del contesto globale, Fritz Perls capì che il paziente ha bisogno di sperimentare l’ambiente per costruire i suoi significati; e la terapia consiste quindi nell’analisi della struttura interna dell’esperienza reale – cioè come funziona il sistema percettivo – al fine di accrescere la consapevolezza di questo processo di “vedere il mondo” in un certo modo piuttosto che in un altro. L’individuo e l’ambiente rappresentano un unico sistema interagente, che si autoregola e cresce in funzione di ogni elemento che ne fa parte; il disagio psicologico assume perciò il significato di un “adattamento creativo” in risposta all’ambiente e ai suoi stimoli: ma anche se è stato funzionale in passato, può non aver più la stessa utilità nel presente.

A differenza e in contrasto con gli approcci psicanalitici di derivazione freudiana, la Gestalt si occupa soprattutto di osservare e verificare la consapevolezza del processo dei pensieri, sentimenti, emozioni, sensazioni e azioni di un individuo, prestando maggiore attenzione al “cosa” e al “come”, piuttosto che al “perché” di un’azione o di un comportamento. Secondo Perls, la consapevolezza del come qualcosa avviene, infatti, conduce più facilmente alla possibilità di compiere un cambiamento genuino e responsabile. Ecco perché la relazione terapeutica – sia di psicoterapia sia di counseling – rappresenta il laboratorio di ricerca ideale in cui un cliente può scoprire, osservare e integrare diversi aspetti della sua personalità, sulla base dell’esperienza diretta con il terapeuta, per il quale è più importante l’esperienza di un comportamento che la sua interpretazione.

Configurazioni figura/sfondo

Per la psicologia della Gestalt, ogni individuo è costantemente bombardato da una serie infinita di stimoli, ma il sistema percettivo riesce a selezionarne solo alcuni, organizzandoli in strutture significative. Ciò significa che l’individuo percepisce se stesso e il mondo come il risultato di un insieme di stimoli selezionati dal proprio sistema percettivo, che costruisce una figura o Gestalt definita rispetto a uno sfondo indifferenziato. Gli stimoli pertanto non sono percepiti in modo disgiunto gli uni dagli altri, ma sono organizzati in modo da rispondere al bisogno di costruire significati basati sull’esperienza percettiva dell’ambiente. Anche per la terapia della Gestalt l’attenzione è posta sulle forme o configurazioni, o meglio sull’incessante dinamica di creazione di configurazioni figura-sfondo, che rappresentano continui “cicli di contatto” tra l’organismo e l’ambiente che ci circonda.
Perls ha esplorato in particolare il rapporto tra individuo e ambiente, il sé e il mondo, sottolineando che in tale rapporto, fonte di crescita e di stimoli continui e che costituisce la nostra esperienza, abbiamo sempre bisogno di qualcosa che è fuori di noi, il che comporta un costante adeguamento dei nostri confini.

Bioenergetica

Un modo per stare bene

autunno 11

Stare bene vuol dire essere in armonia con se stessi – con il corpo e la mente – e con la realtà che ci circonda, provare piacere ed essere in contatto con sensazioni, emozioni e sentimenti. Per questo Alexander Lowen (1910-2008) con la moglie Leslie ha messo a punto fin dagli anni Sessanta degli esercizi che rappresentano un modo semplice, alla portata di tutti, per alleviare le tensioni muscolari e mentali e agire in modo efficace contro lo stress. Tali esercizi “bioenergetici” – da nome della disicplina creata da Lowen – servono a migliorare il proprio rapporto con la fisicità: praticati in modo regolare, almeno una volta alla settimana, consentono di ritrovare la possibilità di abbandonarsi piacevolmente al fluire dell’energia.

Con il termine energia indichiamo molte cose, anche quando lo riferiamo a noi stessi in frasi del tipo “Mi sento pieno di energia” oppure “Non ho energia”. Parliamo di forza, di benessere, di coraggio, apertura, desiderio. L’energia è in senso lato ciò che ci mantiene vivi e vitali, in rapporto positivo con la realtà che ci circonda e in grado di agire efficacemente nel mondo. Dai tempi più antichi l’uomo  ha cercato di identificare questa energia in una sorta di ‘forza vitale’, che spiegasse la vita stessa e le sue espressioni, non solo umane ma di tutto l’universo.

E proprio sul concetto di energia e di processi energetici si basa la bioenergetica, disciplina messa a punto dal medico e psicologo americano Alexander Lowen: partendo dall’assunto che corpo e mente sono funzionalmente identici (quel che accade nell’uno riflette quel che accade nell’altra e viceversa), associa il lavoro sul corpo a quello sulla mente per aiutare le persone a risolvere i propri problemi esistenziali e relazionali e a realizzare al meglio le proprie capacità di provare piacere e gioia di vivere.

Alla base delle bioenergetica c’è il concetto di energia e di vita: perché la vita, ridotta all’essenziale, significa introdurre energia nel corpo attraverso la respirazione e l’alimentazione, elaborarla con il metabolismo e scaricarla nell’azione, nel movimento. In ogni organismo vitale sano, l’energia fluisce naturalmente nel corpo, e la quantità di energia che abbiamo e l’uso che ne facciamo determinano il modo in cui rispondiamo alla diverse situazioni della vita. Processi energetici e vitalità (e quindi salute) sono correlati: più siamo vivi e più energia abbiamo, e viceversa. E lo vediamo chiaramente nei bambini: quando sono sani, sono vitali ed esuberanti, il che si esprime bene nel loro movimento, nella loro flessibilità, nella loro eccitazione e gioia. Con l’età, diventiamo invece sempre più ‘rigidi’ e meno ‘fluidi’ e proprio per questo, pur non potendo evitare il processo di invecchiamento ineluttabile che ci porta fino alla rigidità assoluta della morte, possiamo almeno evitare la rigidità dovuta alle tensioni muscolari croniche, che risultano da conflitti emotivi irrisolti e dallo stress.

Medicina Tradizionale Cinese

Un sapere antichissimo

autunno 14

La medicina cinese è considerata il più antico sistema medico conosciuto, ed è un sistema molto complesso, la cui versione più diffusa è la cosiddetta medicina tradizionale cinese (MTC), che fa riferimento a modelli medici antichissimi, risalenti a varie tradizioni filosofiche. Nella MTC si fa un costante riferimento ad alcuni principi base, come il rapporto uomo-universo oppure il ciclo dei cinque elementi con le loro corrispondenze, che derivano dalla filosofia taoista, secondo la quale tutti i fenomeni dell’universo sono la manifestazione di un’unica fonte di energia, il Qi o energia vitale. Così come la natura segue un ordine immutabile, scandito da ritmi ben precisi che generano l’alternarsi delle stagioni, del giorno e la notte, il succedersi delle fasi lunari e il variare dei cicli vitali, anche l’essere umano, rappresentazione in piccolo del macrocosmo, deve conformarsi alle stesse leggi che regolano e governano la natura, in modo da rimanere in armonia con essa, assecondando il flusso vitale proprio di questi ritmi.

La medicina cinese, pur avendo affinato i propri metodi teorici e diagnostici nel corso dei secoli, ha mantenuto inalterato, sia nella ricerca sia nella pratica, questo nucleo teorico per più di duemila anni. Il corpo umano, nella concezione orientale, è inteso non solo dal punto di vista fisico e delle sue funzioni fisiologiche, ma anche dal punto di vista emozionale, intellettuale, spirituale, tutti aspetti strettamente correlati.

Tao, Yin e Yang

Il Tao rappresenta il principio, la forza che scorre nella materia. In termini taoisti, l’essere umano deve tendere ad armonizzarsi con il Tao, ’La Via, che identifica di volta in volta l’energia universale, il primo principio unitario che lega tutti i livelli del cosmo: terra, uomo e cielo. È un flusso vitale che ha dato origine a tutto e a tutto ciò che avviene e che scorre incessantemente, mutando sempre e rimanendo sempre lo stesso. Il Tao è la fonte di ogni realtà e, ancora, l’ordine dell’intero Universo.

L’energia universale si manifesta attraverso due forze opposte e complementari: yin e yang. Forze che non sono in contrasto o in lotta tra loro ma si susseguono in un rapporto dinamico e intercambiabile, armonioso. Nulla può essere considerato solo yin o solo yang: lo yin può diventare yang e lo yang può trasformarsi in yin (come la notte si trasforma in giorno e viceversa, o il caldo in freddo e viceversa). Lo yin contiene il seme dello yang e lo yang quello dello yin.

L’uomo si trova a metà tra il cielo (yang) e la terra (yin), dai quali riceve influssi vitali, e riunisce in sé entrambe le energie: uomo-microcosmo inserito nel macrocosmo-universo; Nel nostro quotidiano assistiamo continuamente al processo di alternanza dello yin e dello yang: ascoltiamo e parliamo, riposiamo e lavoriamo, espiriamo e inspiriamo. Anche nei nostri comportamenti siamo alla ricerca di armonia e di equilibrio per esempio nell’arte e nella musica, dove creatività, fantasia ed estro si associano a studio, metodo e ricerca.

Anche la Terapia della Gestalt vede l’essere umano  in questa sua totalità, nel suo movimento perpetuo in cui si alternano momenti di luce e di tenebra, rigidità e scioltezza, movimento e immobilismo, gioia e tristezza… insomma la persona in tutte le sue sfaccettature e con tutte le sue maschere. Così come Alexander Lowen, padre della Bioenergetica, diceva a proposito del logo del suo istituto: “Le due forze nel logo della Bioenergetica possono rappresentare le energie del sole e della terra che interagiscono per creare la vita, ma anche il fuoco e l’acqua, entrambi necessari alla vita come un fuoco che brucia nell’acqua; e in effetti i processi ossidanti si verificano in un mezzo liquido. Le forze antitetiche possono essere viste come maschio e femmina o come yin e yang .Così il lavoro analitico e fisico dell’Analisi Bioenergetica interagiscono di continuo aiutando il paziente a raggiungere una comprensione di ciò che accade nel proprio corpo.”

Qi o soffio vitale

Il mondo è descritto dalla tradizione orientale in termini di energia: tutte le cose sono considerate delle manifestazioni dell’energia universale, chiamata Qi dai cinesi, Ki dai giapponesi, prana dagli indiani, che è la sostanza primigenia, la forza motrice della vita ed è spesso definita come ‘energia’, ma nella lingua cinese e giapponese lo stesso termine è anche sinonimo di ‘pane’.

In Oriente vi era una forte tendenza verso la comprensione empirica della vita, piuttosto che intellettuale. Forse ciò è dovuto al fatto che sia lo yoga sia la meditazione Zen tendono all’illuminazione spirituale, dando grande importanza alle posture fisiche e alle tecniche di respirazione. L’Oriente ha da lungo tempo riconosciuto che mente e corpo non esistono in quanto entità separate. Il Qi unifica le basi profonde della mente e del corpo e, al tempo stesso, ha una relazione con tutte le cose alla fonte della creazione.

Nella Medicina orientale, la conservazione dell’armonia del Qi all’interno del corpo è considerata elemento indispensabile per il benessere psicofisico. L’elemento centrale è la ricerca della conservazione dell’armonia all’interno del corpo e con l’ambiente esterno. Il Qi si muove e si manifesta in continuazione tra i due poli opposti e interdipendenti fra loro: lo yin e lo yang. Il Qi dell’individuo e il Qi della natura sono inestricabilmente legati e s’influenzano l’un l’altro. Ad esempio, quando diciamo che una bella giornata illumina il cuore è perché il nostro Qi è in sintonia con il Qi della natura che, a sua volta, è in sintonia con il Qi di ogni singola persona.

autunno 6

È dal Qi e dalle due forze yin e yang che hanno origine i cinque tipi fondamentali di energia ‘wu shing’, i cinque elementi o cinque movimenti: legno, fuoco, terra, metallo, acqua. Essendo espressione dell’energia, questi elementi ci consentono di leggere in chiave simbolica i molteplici fenomeni esistenti in natura e nell’essere umano. Sottolineo che si tratta di elementi-movimenti e quindi non si fa riferimento a qualcosa di statico, bensì a fasi e processi che si trasformano continuamente. Questi elementi hanno dunque tutti qualità dinamiche. Non a caso, in cinese, il termine ‘wu shing’ è rappresentato da un ideogramma che indica il movimento.

Il Qi scorre, come un fiume, all’interno dei dodici meridiani, sei yin e sei yang, che si diramano in tutto il corpo. Ogni meridiano, o canale energetico, è legato a uno dei cinque elementi-movimenti. Se il Qi è distribuito armoniosamente e ben ripartito all’interno del corpo, il corpo è in equilibrio, ma quando ci sono dei blocchi e dei rallentamenti, allora ci si può ammalare. L’energia deve essere dispersa là dove in eccesso e riattivata dove è carente. Il Qi è quell’energia vitale e vibrante di cui tanto parla Lowen e che viene riattivata attraverso gli esercizi di bioenergetica.

I cinque elementi

Ogni elemento (Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua) è collegato non solo alle stagioni e agli elementi atmosferici, ma anche agli organi che permettono le funzioni vitali che, a loro volta, sono associati alle emozioni di base. Nel ciclo dei cinque elementi si legge la continuità della vita, un alternarsi, senza un inizio o una fine, che evoca il continuo rinnovarsi.

I cinque elementi sono associati anche al corpo e alla mente dell’essere umano. Uno squilibrio/disarmonia in un elemento può cominciare nel corpo, nella mente, nelle emozioni o nell’ambiente. Dovunque abbia inizio, se non affrontato, l’organismo ne manifesterà i segni (malattia) che si esprimeranno in una carenza-vuoto o in un eccesso-pieno. La malattia in medicina cinese rappresenta una ‘disarmonia o squilibrio’ che sorge all’interno dell’organismo, dove un gran numero di fattori, anche soggettivi, sono determinanti: reattività individuale, stato delle emozioni, atteggiamento mentale, voglia o meno di vivere, capacità di difesa, qualità dell’attività lavorativa, accettazione dell’ambiente di lavoro, armonia familiare, qualità delle relazioni umane, stile di vita, tolleranza rispetto al clima, tipo di alimentazione.

Ciò che noi siamo, mente-corpo-spirito, non è altro che intelligenza in movimento: l’intelligenza umana e l’intelligenza della natura sgorgano dalla stessa fonte. Se lo spirito e la mente sono in armonia, anche il corpo lo è; se la coscienza è turbata, anche la fisiologia si altera. I pensieri salutari generano salute, quelli negativi inducono il corpo a perdere la speranza e a cedere alla malattia, che non inizia al momento della comparsa dei sintomi ma ben prima.

Shiatsu

Una tecnica per il benessere

autunno 13

Lo shiatsu è una tecnica dolce e profonda che regala benessere, agisce sull’energia vitale del corpo e affonda le sue radici nei principi della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), che sostiene che l’uomo riassume in sé l’universo. Shiatsu è un termine giapponese composto da Shi, dito e Atsu, pressione; indica un trattamento manuale, le cui radici teorico-pratiche derivano dalle tradizioni filosofiche del lontano oriente. Si è sviluppato da antichissime tecniche di massaggio che in Giappone sono chiamate Anma e in Cina Anmo o Tuina. È un metodo che, attraverso l’applicazione di una pressione, promuove l’empatia tra il cliente e l’operatore e il processo di autoguarigione insito in ogni essere.

Scopo dello shiatsu è quello di preservare lo stato di salute della persona, risvegliando e armonizzando le funzioni energetiche e le risorse vitali profonde dell’individuo, avvalendosi di tecniche e principi ben precisi. Grazie al tocco, è attivato il meccanismo di autoguarigione nella persona che riceve il trattamento. Le pressioni ricevute, con i pollici, il palmo della mano o il gomito, risvegliano l’organismo, indirizzandolo verso una diversa consapevolezza del proprio stato.

Lo shiatsuka opera nella visione globale del cliente, stimolandone dunque le risorse vitali con specifici trattamenti personalizzati e favorendone una maggiore consapevolezza in rapporto a se stesso, allo stile di vita, all’ambiente che lo circonda e alle emozioni che lo accompagnano. Con il tocco dello shiatsu il corpo è portato ad attingere alla fonte del proprio potenziale di guarigione e ad attivare la saggezza che racchiude in sé. Grazie al tocco, la persona prende consapevolezza del proprio corpo e dei propri vissuti emozionali.

In particolare, il sistema limbico è direttamente influenzato dal tocco della pelle. Questo sistema è il magazzino di tutti i ricordi del passato e di tutte le idiosincrasie create dalle esperienze esterne fin dall’infanzia ed è in un certo senso la sede del sé inconscio. Stress, paura e ansia lo distorcono, reprimono le funzioni nervose autonome e la secrezione e riducono l’immunità alle malattie. Oltre a essere responsabile dell’agire istintivo e delle emozioni, il sistema limbico è profondamente connesso alle fibre nervose autonome. La meditazione orientale e i suoi diversi metodi per mantenere la salute sono ormai considerati strumenti validi per guarire la distorsione del sistema limbico.

Grazie alla pressione ferma e costante, lo shiatsu rilassa il paziente e ne rafforza le risposte e, contemporaneamente, elimina i disturbi in questa parte del cervello. Le tensioni nervose si manifestano come tensione muscolare, ma il rilassamento della pelle del corpo intero, indotto dallo shiatsu, genera una sorta di catarsi e la distensione dell’inconscio. Un effetto di questo tocco è la facilitazione nel cliente dell’insight sulle cause della sua sofferenza. Attraverso le pressioni sui meridiani, i clienti sono portati a sondare i propri problemi senza l’intervento delle parole.

 

Persone

Maestri, colleghi, compagni

autunno 6

Dedico queste pagine alle varie persone che ho incontrato nel mio pecorso di ricerca: personaggi, viventi e non, che mi hanno ispirato attraverso la lettura dei loro libri, oppure persone in carne e ossa insieme alle quali ho compiuto un pezzo di strada, imparando da loro, condividendo, confrontandomi, e che in alcuni casi sono diventate colleghi e/o amici.

Molti di loro sono persone che si dedicano alla relazione d’aiuto, e che coltivano, per lavoro e per passione, le stesse discipline di cui mi occupo io: shiatsu, medicina cinese, bioenergetica, gestalt, counseling…

Un modo per dire grazie e rendere omaggio alla ricchezza infinità della diversità…

 

 

Luoghi

Spazi di lavoro e di ricerca

autunno 1

Sento di dedicare qualche pagina ai luoghi in cui lavoro, come il Centro Ma Beauté, alla scuola in cui mi sono formata, come la Aiki Shiatsu Kyokai, e alle organizzazioni di cui faccio parte e che mi sostengono nella mia attività, come la FISieo e AssoCounseling.

Per me è un modo di dire “grazie” e di riconoscere il valore di ciò che ho imparato e di ciò che faccio, anche attraverso il valore di chi mi ha insegnato o di chi mi offre ospitalità, condividendo la mia visione del mondo…

Il mio lavoro

Counselor e shiatsuka

autunno 7

Come shiatsuka, professionista nell’ambito delle discipline Bionaturali, il Counseling Biogestaltico mi ha offerto nuovi strumenti che mi hanno permesso sia di migliorare la mia personale qualità di vita sia di affinare ancor di più la mia presenza e il mio intervento con i clienti, migliorando la qualità nella comunicazione, nell’incontro con l’altro e nella presa in carico.

Chi arriva da me affidandomi il proprio corpo esprime una grande fiducia e il mio obiettivo è onorare quel corpo con riverenza sacra. La relazione che si viene a stabilire, più che professionale, è per me essenzialmente umana. Una relazione che, in qualità di Counselor-shiatsuka, con il cliente crea uno spazio accogliente in cui l’altro non si sente giudicato ma ascoltato, accettato e compreso nella sua totalità.

La funzione del counseling, integrato anche con la mia esperienza di operatrice shiatsu con la quale mi confronto quotidianamente, è proprio quella di sostenere un processo in cui far emergere la sacralità e la saggezza del corpo, dando ascolto ai messaggi che invia, ai vissuti più intimi e profondi e al suo modo di stare e di rapportarsi con sé e con il mondo.

Elemento base per avviare questo processo è la consapevolezza dei nostri movimenti interiori e fisici. Prerogative proprie del counseling sono l’empatia, la capacità di ascolto, la comunicazione chiara, la coerenza, l’autenticità, l’accoglienza e il rispetto, messe in campo per risvegliare le qualità e le risorse insite in ogni essere umano.

È fondamentale partire dalla mia esperienza personale e professionale di shiatsuka, attività sempre nell’ambito della relazione d’aiuto, per condividere la mia esperienza di counseling attraverso la modalità corporea e la sua efficacia. Il lavoro corporeo e sul corpo diventa una “risorsa tra le risorse”, cui il cliente può attingere stando in ascolto e dando voce, attraverso l’espressione corporea, alle emozioni che altrimenti resterebbero sullo sfondo, e ponendo in maggiore risalto il proprio mondo interiore.

autunno 3

Grazie al percorso di Counseling ho modificato e arricchito le mie competenze di shiatsuka e la mia area d’intervento, e si è trasformato il mio approccio al cliente. È per me meraviglioso e quasi magico mettere in campo tutto il mio essere e tutto quello che fa parte del mio bagaglio, utilizzando ciò che serve nel qui e ora per accompagnare il cliente: mentre faccio shiatsu, faccio anche counseling e viceversa.

Dispongo di una cassetta degli attrezzi che contiene le mie tecniche: shiatsu, massaggio antistress e bioenergetico, linfodrenaggio, tecniche di respirazione e di craniosacrale, meditazione e visualizzazione, musica e movimento, il reiki, il silenzio, tutta la Bioenergetica, la Gestalt e last but not least tutta me stessa: il mio corpo, il mio cuore, la mia anima, la mia empatia, la mia consapevolezza, la mia responsabilità e la mia presenza.

Sento di poter affermare che sono in grado di proporre una relazione d’aiuto a mediazione corporea che individua nel corpo del cliente e nel mio il luogo privilegiato della relazione, attraverso il quale esplorare le difficoltà del cliente e promuovere le risorse finalizzate a soddisfare il desiderio di cambiamento evolutivo e una migliore qualità della vita del cliente stesso.

Oggi propongo sessioni individuali di Shiatsu e sessioni individuali di Counseling (anche in spagnolo, francese e inglese). Sono iscritta alla FISieo, Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori, e ad AssoCounseling, associazione di categoria a norma della Legge 4/2013.

Le mie sedi di lavoro sono presso il Centro Ma Beauté a Vanzago (a 15 km da Milano) e a Rho (MM1 Molino Dorino + autobus STIE) in via Capuana 3.

FISieo

Federazione Italiana Shiatsu

fisieo-logo

Nata agli inizi degli anni ’90 come Federazione Italiana Shiatsu (FIS), si è strutturata fino a trasformarsi in Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori nel 2011.
La  FISieo è oggi un’opportunità per gli Operatori  e gli Insegnanti  guidandoli nei processi che l’applicazione delle legge 4/2013 comporta, e un’opportunità per i giovani studenti che possono trovare spazi dentro cui concretizzare i propri sogni e realizzare un percorso professionale.

La FISieo è ben radicata sul territorio; come da Statuto, si è dotata di tutti gli strumenti necessari per rispondere innanzitutto alle richieste dei Soci di assistenza, di qualità ed efficacia organizzativa e attendere  alle nuove esigenze organizzative imposte dalla legge 4/2013.  C’è una Sede legale e un Ufficio di Segreteria a Roma, tre Sedi regionali a Roma, Milano e Napoli, varie Sezioni regionali. Sono stati istituiti un Registro Operatori Shiatsu (R.O.S.) e un Registro Insegnanti di Shiatsu (R.I.S.).

Da sempre attenta anche alla difesa del cittadino e alla corretta informazione verso i possibili fruitori, in ottemperanza alle richieste della legge 4/2013, art. 2 comma 4, la FISieo ha istituito uno sportello di riferimento del cittadino/consumatore.
La legge promuove infatti una forma di garanzia a tutela dell’utente, per cui i committenti delle prestazioni professionali (cioè coloro che ricevono un trattamento da operatori professionisti FISieo), possono rivolgersi allo sportello sia in caso di contenzioso con il singolo professionista, sia per ricevere informazioni relative all’attività professionale in generale e agli standard qualitativi che gli iscritti FISieo devono possedere.

Gli impegni che la FISieo assume con il consumatore hanno in sé l’obiettivo di garantire l’alta e sempre più qualificata professionalità dell’operatore, che nel suo percorso formativo consegue un’ineccepibile preparazione tecnica e pratica almeno triennale, cui segue un intenso tirocinio e un percorso sul piano personale, strettamente intersecato a quello tecnico, che lo porta ad alimentare e accrescere sensibilità, spirito di osservazione e capacità di ascolto.

autunno 10

Una importante collaborazione è stata istituita dalla FISieo con varie realtà, a cominciare da Rete Città Sane OMS, la Rete italiana dei Comuni, riconosciuta dall’OMS, che ha lo scopo di promuovere la concezione e la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche sociali per la salute e i programmi sanitari, prevenire e superare le minacce e i rischi per la salute. La Rete Città Sane OMS e la FISieo hanno stipulato un accordo al fine di favorire il coordinamento reciproco sulle tematiche della salute e della prevenzione, in ottemperanza alle linee guida dell’OMS.

Anche altre importanti organizzazioni hanno stipulato con la Federazione protocolli d’intesa, come l’Unione Italiana Sport Popolari UISP, che  inserisce lo Shiatsu nell’Area delle Discipline Orientali (ADOUISP), garantendo la presenza della disciplina nel mondo dello sport dilettantistico. La SIPNEI (Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia) collabora con la FISieo per la realizzazione di iniziative e progetti sulle tematiche della salute e della prevenzione. Ancora, la FISieo è iscritta al Coordinamento delle libere associazioni professionali CoLAP, che tanta parte ha svolto per l’approvazione della legge 4/2013 e tuttora svolge per la realizzazione di un più efficace, qualificato e competitivo sistema professionale.

La FISieo organizza da alcuni anni la “Settimana dello Shiatsu”, che  si svolge ogni anno nel mese di settembre: una settimana internazionale che si articola in Studi aperti, Scuole aperte ed eventi regionali.